La città era piena di rumore by pingendiartifex on Flickr.La città era piena di rumore: era sempre più difficile parlare e ascoltare. E poi
c’era il bosco silenzioso. Ma nel silenzio del bosco ci si perdeva. Chi non
sopportava il rumore della città andava nel bosco, e il silenzio se lo portava via.
Così si sparse la voce che nel bosco c’era un orco. Furono mandati soldati e
anche quelli sparirono.
Quando Luì il matto arrivò in città, trovò rumore e musi lunghi. Qualcuno gli
raccontò la storia di quelli che sparivano nel silenzio e a Luì venne una gran
voglia di fare una passeggiata nel bosco. Ma capì che era necessario studiare la
lingua del vento e della pioggia, dei sassi, del legno e della terra. E dopo tanto
studiare Luì inventò uno strano bastone che faceva un rumore dolce ad ogni
passo. Tric trac, fran fran troc.
Così il bosco non era più tanto silenzioso. Poi, le forme degli alberi e della terra
tentarono di ingannarlo. Ma Luì con il suo coltellino intagliò il legno e raccolse
pietre, e legò rami e fece balene orchi elefantesse.
Le illusioni del bosco silenzioso diventarono cose da toccare e tutti quelli che si erano
perduti incominciarono a saltare fuori come funghi. Da quel giorno tutti i bambini
vollero i bastoni sonori di Luì per non perdersi nel silenzio e nel rumore. E quando
chiesero a Luì che nome dare ai suoi bastoni, egli disse: chiamateli sonagli. E così fu.
Guido Quarzo - Luì e l’arte di andare nel bosco

La città era piena di rumore by pingendiartifex on Flickr.

La città era piena di rumore: era sempre più difficile parlare e ascoltare. E poi
c’era il bosco silenzioso. Ma nel silenzio del bosco ci si perdeva. Chi non
sopportava il rumore della città andava nel bosco, e il silenzio se lo portava via.
Così si sparse la voce che nel bosco c’era un orco. Furono mandati soldati e
anche quelli sparirono.
Quando Luì il matto arrivò in città, trovò rumore e musi lunghi. Qualcuno gli
raccontò la storia di quelli che sparivano nel silenzio e a Luì venne una gran
voglia di fare una passeggiata nel bosco. Ma capì che era necessario studiare la
lingua del vento e della pioggia, dei sassi, del legno e della terra. E dopo tanto
studiare Luì inventò uno strano bastone che faceva un rumore dolce ad ogni
passo. Tric trac, fran fran troc.
Così il bosco non era più tanto silenzioso. Poi, le forme degli alberi e della terra
tentarono di ingannarlo. Ma Luì con il suo coltellino intagliò il legno e raccolse
pietre, e legò rami e fece balene orchi elefantesse.
Le illusioni del bosco silenzioso diventarono cose da toccare e tutti quelli che si erano
perduti incominciarono a saltare fuori come funghi. Da quel giorno tutti i bambini
vollero i bastoni sonori di Luì per non perdersi nel silenzio e nel rumore. E quando
chiesero a Luì che nome dare ai suoi bastoni, egli disse: chiamateli sonagli. E così fu.

Guido Quarzo - Luì e l’arte di andare nel bosco

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    -
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  11. chiaralice ha rebloggato questo post da zalesthebard
  12. lamortenera ha rebloggato questo post da efattelaunacazzodirisata e ha aggiunto:
    NOOOOOOOOOOOOOOOOOO ARIECCOLEEEEEEE Salerno, Via Luigi Guergio. Natale 2010. "Oh, ma che r’è?" "Rallenta un po’ che...
  13. lunaesole ha rebloggato questo post da efattelaunacazzodirisata
  14. allblackever ha rebloggato questo post da efattelaunacazzodirisata
  15. efattelaunacazzodirisata ha rebloggato questo post da bebabea e ha aggiunto:
    Le stanno già mettendo. Chi non viene a Torino a vedere le luci d’artista è scemo. Io l’ho detto. Dal primo novembre...
  16. bebabea ha rebloggato questo post da zalesthebard
  17. pikkolaundfragile ha rebloggato questo post da kindalikeit
  18. questo-dolce-far-niente ha rebloggato questo post da vetro-sottile e ha aggiunto:
    La città era piena di rumore: era sempre più difficile parlare e ascoltare. E poi c’era il bosco silenzioso. Ma nel...
  19. vetro-sottile ha rebloggato questo post da pantherain
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