Grigio contro grigio fa sfumatura di grigio.
DI quelle mattina vuote che riempi di sorrisi e scritti sconclusionati e pieni di timori.
Di quelle mattine che fuori è grigio come solo Torino sa fare, che piove e poi non piove.
Di quelle mattine che il caffè è già pronto, ma non sai chi l’ha fatto, forse è caldo da sempre.
Di quelle mattine che i sogni creano incidenti nel tessuto della realtà.
Di quelle mattine di domenica pigra e sonnacchiosa, sono finiti anche i biscotti.
Di quelle mattine in cui chiacchierare di viaggi impossibili è difficile.
Di quelle mattine in cui guadi i pensieri attento a non scivolare sui sassi, tirando il cavallo carico di lettere per il fronte dei respiri spezzati.
Di quelle mattine che si confondono con i pomeriggi, tanto la luce resta la stessa.
Di quelle mattine che restare da soli schiarisce le idee, puoi alzare la musica, urlare e cambiare umore di colpo, abbassare e bestemmiare dentro.
Di quelle mattine che, no, non capitavano da tanto, ma forse non se ne sentiva la mancanza. Ma forse si.
Forse.