Grigio contro grigio fa sfumatura di grigio.

DI quelle mattina vuote che riempi di sorrisi e scritti sconclusionati e pieni di timori.

Di quelle mattine che fuori è grigio come solo Torino sa fare, che piove e poi non piove.

Di quelle mattine che il caffè è già pronto, ma non sai chi l’ha fatto, forse è caldo da sempre.

Di quelle mattine che i sogni creano incidenti nel tessuto della realtà.

Di quelle mattine di domenica pigra e sonnacchiosa, sono finiti anche i biscotti.

Di quelle mattine in cui chiacchierare di viaggi impossibili è difficile.

Di quelle mattine in cui guadi i pensieri attento a non scivolare sui sassi, tirando il cavallo carico di lettere per il fronte dei respiri spezzati.

 Di quelle mattine che si confondono con i pomeriggi, tanto la luce resta la stessa.

Di quelle mattine che restare da soli schiarisce le idee, puoi alzare la musica, urlare e cambiare umore di colpo, abbassare e bestemmiare dentro.

Di quelle mattine che, no, non capitavano da tanto, ma forse non se ne sentiva la mancanza. Ma forse si.

Forse.

Quei temporali

Non hanno lampi lontani. Non hanno tuoni, non sobbalzi.
Non hanno nemmeno l’accortezza di mandare prima un po’ di nuvole nere a preannunciare la propria venuta.
Senti di colpo l’acqua, fitta come un muro improvviso, che avvolge i contorni dei palazzi e scivola sulle curve delle auto in strada. 
E senti gli sbuffi sconsolati di chi ha dimenticato lo stendino sul balcone, di chi deve ancora portare giù il cane, di chi dovrà lavorare tutto il giorno all’aperto, i muratori che si rifugiano in panetteria.

Ed io, che cammino sotto questa caduta continua di gocce gelide e grosse come mandorle. cammino impreparato e rassegnato, ma un sorriso si apre leggero nel notare le solite cose che mi hanno sempre affascinato della pioggia, ma voi avete le vostre, che senso avrebbe dirvi le mie?

Sono arrivato correndo, e non ricordo nemmeno di aver iniziato a correre. Forse è aumentato il ritmo della musica, forse sono solo felice, forse è questo temporale, forse è maggio, forse è la fine, forse è venerdì, forse…

Il temporale è finito, ma il sorriso leggero resta. Resta.

A mercoledì…

2011 02 15
Zales

che forse non lo sapete, ma qui piove…

Elisa - Rainbow

Parole che forse non serviranno a nulla.

Questi sono i momenti in cui vorrei parlarti per ore delle cose più stupide che mi passano per la testa.

Che poi non è detto che debbano essere per forza stupide, a volte sono solo sul punto di uscire dalla bocca, ma non saprei come dirtele.

Quindi apro la moleskine gialla (gne gne gne) e scrivo lì dentro. Mi è stata regalata una moleskine apposta per queste cose. Che il taccuino rosso da tasca se no esploderebbe.

Ma svegliarti di notte solo per questa stronzissima inquietudine mi pare eccessivo. Allora continuo a scrivere, ma so già che non te li farò mai leggere. 

Però forse vorrei svegliarti lo stesso. Ma solo perché sono ancora sveglio e tu no.

rituali di fine anno

  1. cercare le agende e le moleskine dell’anno, 
  2. spargerle sul letto
  3. ordinarle decentemente
  4. leggerle daccapo
  5. riassumere i passi importanti nelle date vuote dell’agenda
  6. catalogare le moleskine e i taccuini
  7. far partire il live di faber con le carte sul palco
  8. scannerizzare i taccuini
  9. ripassare il tutto ancora una volta
  10. riporre il tutto in buste da fumetti
  11. riporre il tutto nelle scatole
Nikon COOLPIX L1
a chi avevo promesso panettone e tea? 
va bene lo stesso zenzero e liquirizia?
va bene lo stesso se la foto fa schifo?

a chi avevo promesso panettone e tea? 

va bene lo stesso zenzero e liquirizia?

va bene lo stesso se la foto fa schifo?

devo smetterla di innamorarmi a caso di gente che scopro su tumblr.